Teologia della Liberazione, il più grande inganno dopo il marxismo

Julio Loredo, scrittore ispanofono oggi in Italia, si impegna nella confutazione di una ridondante teologia eretica oggi “comoda” per un certo tipo di potere.

di Germano Scargiali (17/05/2015)

Siamo al paradossale rilancio della “teologia della liberazione”? Generalmente si pensa che, dopo la crisi delle ideologie legate a Marx e alla Rivoluzione francese, culminate nel fallimento del socialismo reale – camuffato dietro l’evento storico della caduta del Muro di Berlino – i movimenti politici o religiosi d’ispirazione socialcomunista siano tramontati. In realtà, talune ideologie e movimenti riescono a sopravvivere alle condanne e ai fallimenti, adattandosi alle mutate situazioni, trasformandosi e riproponendosi come se fossero nuovi e immacolati.

Fra questi, vi è la “teologia della liberazione” (TdL). Dopo la condanna ricevuta dalla Santa Sede con Pio XII e la smentita ricevuta dalla storia, tale movimento perse prestigio e influenza. Ma la fine dell’anticomunismo e la crisi economica mondiale gli hanno offerto una occasione per riproporsi come …alternativa globale. Essa necessita di una serie di presupposti, cui si appoggia in funzione di “panacea”. Fra questi, l’impoverimento generale, l’impoverirsi del pianeta stesso, la carenza “obiettiva” di risorse, i cambiamenti climatici, la desertificazione, l’arretramento dei ghiacci (peccato che …al Polo Sud siano ai massimi storici). Ma soprattutto tale teoria gode di un sostegno eonomico e appoggio politico che proviene dalle multinazionali “cattive” e dai boiardi di stato o aspiranti tali. Si è instaurato così un conflitto che nasce da una serie di equivoci su alcuni principi contenuti in etimi condivisi ed anche sostenuti dalla Chiesa: libertà, interpretazione…

Oggi la TdL – secondo un articolo online di Guido Vignelli su Riscossa Cristiana – senza rinnegare le idee originarie, ricorre ad una parziale autocritica e si ripropone all’opinione pubblica cambiando paradigma, metodo e linguaggio, ossia riciclandosi in chiave ambientalista, psicoanalitica e tribale. Dopo aver tentato invano di suscitare una rivoluzione economico politica suscitata dai movimenti di massa delle classi proletarie, oggi la TdL (Teologia della Liberazione) tenta di animare una rivoluzione psicologico-culturale basata sull’azione di gruppi emarginati o discriminati. In tal modo, essa s’inserisce nell’attuale passaggio storico dalla “Terza Rivoluzione” (quella social-comunista) alla “Quarta Rivoluzione” (quella ecologista e anarchica), come temeva 30 anni fa un suo grande oppositore: il prof. Plinio Corrêa de Oliveira.

Contro la Teologia della Liberazione (TdL) si batte Julio Loredo nel suo recente volume “Teologia della Liberazione Un salvagente di piombo per i poveri”.

Secondo Julio Loredo, l’errore radicale della TdL consiste in una eretica concezione di Dio, della divina Rivelazione e della Chiesa. Dio non è trascendente ma immanente, dunque si evolve nel tempo e nello spazio; la sua Rivelazione si manifesta non in una verità immutabile ma nella mutevole storia umana, a cominciare dall’ “evento” di un Cristo desacralizzato e secolarizzato; la sua Chiesa si realizza non in una società perfetta divinamente fondata ma nel “popolo di Dio” inteso come comunità fondata da poveri e ignoranti, animata dall’amore fraterno e solidale, dunque senza dogmi, leggi e istituzioni.

Sempre secondo Loredo, la TdL non è che l’ultima e più grave manifestazione storica di questo graduale ralliement del mondo cattolico alla Rivoluzione. I suoi teologi, infatti, vedono nei movimenti sovversivi terzomondisti le truppe che potranno imporre il “regno di Dio” sulla terra, facendo sì che la liberté e l’égalité rivoluzionarie si compiano nella fraternité, ossia nel solidarismo postmoderno. Ma ciò presuppone l’abbattere tutte le “tirannie e superstizioni” che ostacolano l’auto liberazione del popolo: ossia le istituzioni non solo politiche (famiglia, proprietà, classe, Stato) ma anche religiose (dogma, morale, gerarchia, Chiesa).

Occorre ribadire – diciamo noi a questo punto – come la Rivoluzione francese non sia stato null’altro che un evento storico, ma, nella sua sostanza – specie dopo quattro secoli – pur avendo svolto una funzione, deve ritenersi un fallimento. Ciò proprio perché, analogamente al comunismo, credeva in una soluzione rapida del problema socio politico con l’adozione di una o pochissime regole fondamentali. Ma sostanzialmente in ambo i casi si trattava di un’idea: l’uguaglianza per la rivoluzione francese, l’abolizione della proprietà privata del capitale secondo il comunismo. Tale riduzione all’unità, legata alla concezione di un mondo perfetto – o perché creato da Dio o comunque immutabile in tutta la sua realtà visibile e concreta (Dio essa stessa) rispetto all’opera umana – è propria di Platone e prima ancora di Parmenide. Platonica è la convinzione che un’idea possa mutare la realtà, perché soltanto le idee sarebbero “vere”.

L’errore di ridurre la realtà ad unità “un solo gesto” è ben rappresentato – anche simbolicamente – dal peccato originale: Raccogliere un frutto poteva equivalere ad un salto di qualità: il salto di qualità.

La TdL si presenta come paladina del “popolo” e specialmente dei “poveri”. Ma Loredo avverte che, nella logica della TdL, “povero” è chiunque sia oppresso, emarginato o discriminato, ossia vittima di una diseguaglianza, ma soprattutto possa impegnarsi nella rivolta rivoluzionaria. I “veri poveri” sarebbero solo quelli che si ribellino alle autorità organizzandosi nei movimenti di liberazione, anche armati. Invece i poveri che restano pacifici, rispettosi dell’autorità, refrattari alla mobilitazione sovversiva, sono solo poveracci ignoranti, incoscienti, complici degli oppressori e quindi nemici dei “veri poveri”. Dunque, ciò che vale non sono tanto i poveri quanto la povertà, vista come energia potenzialmente sovversiva che quindi non va lenita ma anzi aggravata, allo scopo di alimentare quella universale rivolta esplosiva che produrrà il “salto di qualità”, il violento rovesciamento dalla oppressione alla liberazione. Questo spiega come mai, se conquista il potere, la TdL è pronta a disinteressarsi dei poveri, per favorire (esattamente come il socialismo reale) i propri settari e i burocrati. La formula politica da instaurare sarebbe: liberismo al vertice, socialismo alla base. Ciò facilita le multinazionali nei contatti con i vertici politici ed eviterebbe, nelle intenzioni, il proliferare di fastidiose iniziative spontanee…

Sostanzialmente – affermiamo noi – teorie del genere della Tdl “amano tanto i poveri da volerli moltiplicare” e si servono dei problemi tanto da volerli amplificare e spesso anche creare. Ecco la sopravvalutazione del problema ecologico e di tutto ciò che ostacoli la crescita, lo sviluppo, il progresso… Vi assistiamo continuamente. Il problema è, quindi, più grave di quanto non possa apparire. Quali libertà – del resto – vengono proposte all’individuo? Libertà non monetizzabili, di nessun valore. Anzi, molto spesso a pagamento: divorzio, fecondazioni in provetta, gender, utero in affitto, matrimoni omosessuali. Hanno, però, un denominatore comune: costano. Sono atti consumistici, un ennesimo vanto del “chi può e chi non può”. Ridurre gli individui sempre più a meri consumatori è da decenni un’aspirazione del potere. E, come notò P.P.Pasolini poco prima della morte, la realtà sovietica non era da meno. Anzi…

Quanto detto si constata sul terreno socio politico. Su quello religioso, la TdL giunge ad un concetto di Dio che muta continuamente nella mente degli uomini, è una loro riconosciuta emanazione. Ciò conduce ad una invenzione libera e continua della morale, di regole che possono – in realtà e in sostanza – adeguarsi al consumismo ancor più di una società tradizionale. In particolare cristiano cattolica.

Secondo il cristianesimo, la libertà è un valore fondamentale, ma essa è un dono di Dio ed è al contempo un mistero ed un dovere. Va “usata” con il supporto della morale che tende al trionfo del bene sul male. Il bene, non difficilmente individuabile, è contenuto nei comandamenti, nel vecchio e nel nuovo testamento. Cristiano, del resto, può dirsi solo chi segue gli insegnamenti di Gesù Cristo, cerca di apprenderli e di metterli in pratica. Non è facile, ma sono quelli. Non hanno bisogno di innovazioni concettuali, perché sono, rispetto a noi, molto avanti nella storia: ama il prossimo tuo come te stesso, comprendi ed ama anche il tuo nemico. Ma ce n’è un altro, insito, nei libri sacri: lotta contro il male e cerca di sconfiggerlo con l’aiuto di Dio. Con la speranza di una finale e decisiva vittoria su di esso. La libertà, infine, è un bene di altissimo valore, anch’essa è una meta sociale e politica dei singoli e delle nazioni, ma è altra cosa rispetto al possibile disimpegno dalle regole dettate dalla tradizione religiosa Cristiana e Cattolica in particolare.

____________________________________

Vedi alla voce Religione (sotto Cultura), attualmente in home, il nostro articolo Papa Francesco fra la sopravvalutazione del consenso e la teologia della liberazione. Con un brano da Tommaso Romano.

La Teologia della liberazione era già criticata fortemente negli anni 60 da Padre Calogero Gaziano, missionario prima in Asia e poi in Brasile, dove nella città di Porecatù viene ancora ricordato e le sue spoglie portate in processione ogni anno. Padre Calogero era zio della moglie di chi scrive. “…Non ho avuto la fortuna di conoscere Padre Calogero, ma ho sentito, ovviamnte, tanto parlare in famiglia di questo missionario delle Pontificie missioni estere (Pime) che viveva lacero e dormiva poco onde dare il massimo alle popolazioni assistite. Fece costruire un grande ospedale ed una grande scuola, portando il messaggio del cuore cattolico ed italiano nel mondo. A questi uomini non sfuggono i pericoli delle devianze di base dai contenuti di fede ed anche prettamente teologici, di certe teorie facilone legate all’errore idealistico, che pure affascina con impalpabili contenuti e fascinose promesse. Basta pensarci un po’: sono tipiche della tentazione…

FONTE: palermoparla.it

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...