Mons. Bonny premiato dagli omosessualisti

di Lorenzo Bertocchi

Di monsignor Bonny, vescovo di Anversa, avevamo già dato notizia, sia per le sue dichiarazioni stampa a favore di un riconoscimento ecclesiale delle coppie dello stesso sesso, sia per la lettera che ha inviato in Vaticano in settembre, dove auspicava un sostanziale superamento della morale sessuale della Chiesa.

Successivamente alcuni studenti della città hanno chiesto ragione delle esternazioni poco ortodosse del vescovo, e la risposta, in un certo senso, la fornisce un’altra recentissima vicenda che vede protagonista sempre mons. Bonny. Si tratta di un premio assegnato e non ritirato.

L’organizzazione omosessuale Cavaria assegna proprio al vescovo di Anversa un premio per il suo impegno nella lotta per la parità dei diritti LGBT, ma lui rifiuta. Anzi aveva già chiesto di essere cancellato dalle nominations perché, scrive un portavoce, “non vuole un premio per ciò che già appartiene alla sua missione e responsabilità di Vescovo”. Secondo quanto scritto nella nota diffusa da Olivier Lins, monsignor Bonny vuole, infatti, “essere un pastore per tutti i fedeli” e “un ponte tra quanti sono affidati alle sue cure pastorali”. Poi, di fatto, si ribadisce quanto già espresso nei famigerati interventi nel pre e post Sinodo.

Richiamando le “riflessioni personali” contenute nella lettera del settembre scorso, si sottolinea che l’apertura del vescovo di Anversa si colloca “nella linea storica che inizia con il Concilio Vaticano II e continua fino a oggi”, avendo come filo conduttore “la Chiesa come casa e scuola di comunione”. Perciò “vuole ascoltare le gioie e le preoccupazione di tutti i suoi fedeli e, insieme a loro, appropriarsi delle risposte alle domande del nostro tempo”. Non ritira il premio perché vuole conservare la sua “indipendenza”, ma “resta la sua intenzione di collegare e riconciliare”. “Come Papa Francesco”, aggiunge sul finale.

Nella motivazione del premio l’associazione Cavaria parla della “lettera aperta” scritta dal vescovo in occasione del Sinodo 2014 e che mostrerebbe, appunto, “l’accettazione dell’omosessualità e sostiene la necessità di un approccio più pastorale che dottrinale”.

Con un certo stile quindi il vescovo Bonny si smarca da una situazione oggettivamente complicata, ma mostra di voler perseguire la sua linea di apertura tirando in ballo il Vaticano II e il Papa. Per quanto riguarda il Concilio questo è un film già visto e che va sempre di gran moda (torna alla memoria il concilio come “super-dogma” di cui parlava Ratzinger), mentre è interessante confrontare i contenuti della lettera settembrina del vescovo di Anversa con i recenti discorsi del Papa nella Filippine.

Papa Francesco, infatti, ha elogiato apertamente il coraggio del Beato Paolo VI nel promulgare l’enciclica Humanae Vitae, quella che monsignor Bonny vorrebbe praticamente cancellare, e ha chiaramente messo in guardia da ogni tentativo di ridefinire l’istituzione del matrimonio. Cio’, ovviamente, non mette in dubbio lo sguardo misericordioso del pontefice, ma chiarisce che non è in discussione un cambio sulla dottrina della contraccezione, o un qualche riconoscimento ecclesiale delle coppie dello stesso sesso.

Gli studenti di Anversa, che contestavano in maniera aperta le posizioni del vescovo, trovano in effetti qualche risposta. Monsignor Bonny non smentisce, né rinuncia a quanto espresso nelle sue precedenti comunicazioni, ma si rilancia come costruttore di ponti. E qui, forse, sta l’equivoco.

Come rilevava l’Unione studenti cattolici fiamminghi “la Chiesa è aperta a tutte le persone, a prescindere dall’orientamento sessuale. Anche gli omosessuali, e non ci sarebbe bisogno di dirlo, sono i benvenuti.” Mentre i ponti che vorrebbe costruire il vescovo Bonny sembra vadano ben oltre l’accoglienza e il rispetto che si deve a tutti, perché secondo quanto ha dichiarato “la Chiesa dovrebbe avere diverse forme di riconoscimento per diversi tipi di relazione.” Cioè, se le parole hanno un senso, una sorta di ridefinizione del matrimonio, proprio quella da cui ha messo in guardia, non più di qualche giorno fa, Papa Francesco.

L’equivoco è presto detto, perché nel caso del vescovo di Anversa è molto difficile capire dove comincia la voglia di accogliere e dove finisce quella di riscrivere la dottrina in funzione del vento che cambia giro. Ma, allora avevano ragione gli studenti nella loro missiva: “no, monsignore, quello che propone non è cattolico”.

Fonte: sinodo2015.lanuovabq.it

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...