La colpa delle francescane dell’Immacolata? Quella di essere cattoliche.

Accusano le francescane dell’Immacolata di pregare in latino, di essere povere, di ignorare la teologia del genere e il loro voto mariano.

MIC

Secondo quando afferma Virginia Olivera de Gristelli in InfoCatólica, il ramo femminile di Francescani dell’Immacolata è stato oggetto di specifiche accuse da parte degli attuali responsabili della congregazione, designati dalla Santa Sede.

La colpa delle religiose sarebbe di non comprendere ciò che pregano perché lo fanno in latino, il tipo di povertà che praticano, di non accogliere la formazione sulla «teologia del genere» e il loro voto mariano.

Queste sarebbero le accuse recenti, molto autorevoli, contro le religiose:

  • «Le sorelle non comprendono ciò che pregano», alludendo alla scelta del rito tradizionale per la recita dell’Ufficio, in latino
  • «Il modo di vivere la povertà delle sorelle è sconveniente», è dire, la regola originale di S. Francesco –approvata e onorata reiteratamente dalla Tradizione e dal magistero-, rinunciano assolutamente ad ogni possesso, per loro beni sono coloro che le accolgono (vescovi e benefattori). L’argomento brandito è che contribuiscono all’arricchimento di familiari ed amici che le appoggiano.
  • «Si mantengono le sorelle nell’ignoranza», poiché nella loro formazione non è compresa la teologia del genere.
  • Infine si è dichiarato che il loro «voto mariano» (quarto voto nella Congregazione) è inammissibile, manifestando loro che «non si deve obbedienza alla Vergine, ma a Dio».

Quest’ultima accusa è concorde col sorprendente disgusto manifestato da Suor Fernanda Barbiero (ex direttrice dell’Istituto Pontificio Regina Mundi), la Visitatrice designata per le Francescane, che riferendosi all’immagine dell’Immacolata posta sul tavolo in occasione di una delle sue visite, ha detto alle sorelle «per favore, portate fuori Questa da qui», prima di iniziare a parlare… (by Acción Litúrgica)

Mi è tornato in mente che, tra i cambiamenti rivoluzionari in atto, in un’intervista del 1 agosto sull’OR il card. João Braz de Aviz, prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, afferma che Bergoglio lo ha incaricato di rivedere la costituzione Sponsa Christi di Pio XII perché pre-conciliare. Ne avevo parlato con l’allarme che merita e con l’evidente collegamento a questa brutta storia. Ho inserito il testo tra i Memoranda.

© Chiesa e post-concilio (16/01/2015)

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