Nette divisioni nella Chiesa, lo dice il novatore Marx

Nuovi testi in vista: un messaggio e il documento finale. Si va al voto.

di Matteo Matzuzzi

Il card. Marx. Nomen est omen...
Il card. Marx. Nomen est omen…

Parla il cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco e Frisinga nonché capo dei vescovi tedeschi. È lui a intervenire nel consueto briefing quotidiano in Sala stampa, e lo fa il giorno dopo la pubblicazione delle relazioni dei circoli minori che emendano e in parte riscrivono il documento che il cardinale Péter Erdö aveva letto lunedì scorso a chiusura del dibattito generale. Marx sta con Kasper, e lo dice senza nascondersi nel diplomaticamente corretto che spesso s’è visto in queste due settimane di lavori. Lui, dopotutto, aveva già annunciato che al Sinodo avrebbe portato le firme dei pastori di Germania a sostegno della rivoluzione nella prassi pastorale in direzione delle proposte illustrate a febbraio dal cardinale Kasper. “Qui bisogna prendere sul serio le situazioni delle persone, bisogna riconoscere ciò che c’è di evangelicamente buono nelle situazioni anche laddove non c’è la sacramentalità della relazione”. E poi, “non è che tutto è o bianco o nero”. C’è anche il grigio, le sfumature che nella società di oggi non è possibile ignorare. Smentisce la vulgata che quella dei divorziati risposati desiderosi di riaccostarsi all’ostia sia una facezia, un problema “che occupa solo una pagina e mezza dell’Instrumentum laboris”, come aveva chiosato il cardinale Lorenzo Baldisseri, tre giorni prima dell’inizio dell’assemblea: “In Germania è un tema importante, coinvolge molte persone e tanti cattolici praticanti tedeschi pongono questa domanda. Qui da noi se ne discute da ben prima che fosse eletto Francesco”.

Favorevole, Marx, lo è anche sull’apertura alle coppie omosessuali: “È necessario l’accompagnamento spirituale per tutti. Se c’è una relazione omosessuale fedele per trent’anni, non si può dire che non è niente”. Certo, “non significa che è tutto a posto”, ma “la pastorale deve lavorare proprio su questo. L’esclusione non è la lingua della Chiesa”. Sono temi su cui la discussione sinodale s’è infiammata, e Marx lo ha ammesso, parlando di “tensioni” e di “momenti di grande effervescenza”. Ci sono punti di vista diversi, ha riconosciuto, e per farsene un’idea basta leggere le relazioni dei circoli minori.

“Si tenta di cambiare la dottrina”

Il porporato tedesco ha riconosciuto l’importanza dell’apporto dei padri africani e latinoamericani al confronto, e proprio un esponente di punta dell’Africa, il cardinale Robert Sarah, già segretario di Propaganda fide e ora presidente del Pontificio consiglio Cor Unum, è intervenuto sui lavori in corso nell’Aula nuova. La sua posizione è netta nel ribadire che “il matrimonio cristiano è sacramento”, un dono, “e quando Dio dà questo suo dono è irreversibile. Dio non può rinnegare se stesso. Il matrimonio è indissolubile”. Rispetto alle frasi sulle unioni omosessuali contenute nella Relatio letta lunedì dal cardinale Erdo, Sarah le definisce “un tentativo per fare pressione sulla chiesa e farle cambiare la dottrina. Mai si è voluto giudicare la persona omosessuale, ma i comportamenti e le unioni omosessuali sono una grave deviazione della sessualità”. Il punto fondamentale, osserva il porporato guineano, è che “quelli messi in atto da determinati governi e da determinate organizzazioni sono tentativi di contrastare la concezione di famiglia naturale, fondata sul rapporto uomo-donna. E la Chiesa non può tacere di fronte a questo”.

Il caos creato dalla relatio post disceptationem poteva essere evitato, aggiunge Sarah: “Ha destato sorpresa generale che sia stato diffuso un testo – che peraltro rispecchia solo parzialmente la discussione in aula – destinato a essere discusso ed elaborato in vista di un documento definitivo che deve essere approvato dai padri sinodali. Qualcuno vuole forse destabilizzare la chiesa e minarne le basi?”. La sessualità, spiega il porporato, “non è un fatto culturale, ma è un fatto naturale”. Quest’oggi sarà diffuso il Messaggio, alla cui stesura hanno lavorato il cardinale Gianfranco Ravasi e il teologo argentino Víctor Manuel Fernández. Nel pomeriggio, i padri saranno chiamati a votare, placet o non placet, la Relatio Synodi. Il testo completo è atteso per l’inizio della prossima settimana.

© FOGLIO QUOTIDIANO (18/10/2014)

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