Vaticano II valutato da Roma. Ma a porte chiuse…

Riprendo da Riposte Catholique di oggi (25/07/2012, nda):

Due riunioni discrete, la prima a Milano in marzo, la seconda in questo mese di luglio hanno messo insieme, con grande discrezione, alti prelati della Chiesa e rinomati specialisti laici, per una valutazione del concilio Vaticano II.

Abbiamo appreso che altre riunioni del genere sarebbero previste per i mesi venturi, e non tradiremo i nostri informatori segnalando che l’83enne cardinal Walter Brandmüller, già presidente del Pontificio Comitato di Scienze Storiche (1998-2009), è uno dei partecipanti a queste riunioni di valutazione dei documenti dell’ultimo concilio ecumenico, dal momento che il cardinale, nel corso di una pubblica conferenza, ha evocato i lavori in corso e nello stesso tempo aveva ricordato al suo uditorio che le dichiarazioni del concilio Vaticano II, come Nostra Ætate o Dignitatis Humanæ non avevano, secondo lui, alcun valore vincolante… [noi segnalavamo qui un suo libro]

Nessun prelato o intellettuale vicino alla cosiddetta “Scuola di Bologna” ha partecipato a questi lavori. E nemmeno alcun membro della Fraternità San Pio X… 

Oltre a questa notizia, discretamente positiva, registro però due notizie di difficile decifrazione:

  1. Il rientro non si sa bene se “dovuto” o “voluto” al suo Convento di Londra di Padre Uwe Lang, non più Officiale della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ma forse ancora Consultore dell’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice. Le notizie sono frammentarie, ma è un fatto che la Santa Messa Antica e la Sacra Liturgia perdono con lui, in Vaticano, un amico e cultore, uno dei pochi, uno dei suoi rari e coraggiosi difensori, per dirla con la nostra Luisa.
  2. Una osservazione di Caterina63 sul fatto che il Papa aveva promesso interventi dopo i tre anni da quel 2007 di quel Summorum Pontificum, ma non si è visto nulla: l’enorme mole di fatica sull’applicazione dello stesso è ricaduta sulle spalle di un esercito di fedeli volenterosi…. Vescovi attivati verso la normalizzazione del SP ancora non se ne vedono, e il Papa non ne parla più… e c’è una frase dell’intervista di Müller sull’Osservatore Romano dell’altro giorno, assai inquietante, che dice:

«… ritengo che il motivo della mia venuta a Roma non sia certo quello di gravarlo (al Papa) con le varie questioni. Il mio compito è di sollevarlo di parte del lavoro e non di presentargli problemi che possono essere risolti già al nostro livello. Il Santo Padre ha l’importante missione di annunciare il Vangelo e di confermare i fratelli e le sorelle nella fede. Spetta a noi trattare tutte le questioni attinenti meno piacevoli, affinché non venga gravato di troppe cose, pur venendo naturalmente sempre informato dei fatti essenziali».

Il Papa sta abbandonando il controllo diretto di certe questioni? Forse non è così e poi forse è un fatto che rientra nella norma. Resta solo da vedere con che metro vengono valutate le questioni “meno piacevoli”; c’è solo da attendere ciò che vedremo delinearsi prossimamente, a partire dalla questione con la FSSPX.

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