Quando i vescovi fanno quello che vogliono

Nota pubblicata (si veda qui) da Francesco Paolo Ciccio Ciulla sul suo profilo Facebook, il giorno sabato 24 dicembre 2011 alle ore 17.23.

Cari amici,

vi scrivo per raccontarvi l’ennesimo abuso da parte di un Vescovo, quello di Messina [Arciv. Calogero La Piana, S.D.B.], che ha vietato a Padre Tuttocuore di Celebrare una Messa nella forma straordinaria, programmata per Giovedi 22 dicembre nella Parrocchia Santa Maria della Visitazione in Centineo, la Messa era stata richiesta da un gruppo di fedeli, per la maggior parte giovani, al sacerdote sensibile all’antica liturgia.

Dopo aver imposto il divieto, il Vescovo ha convocato il sacerdote ad un futuro incontro dove chiarire le modalità delle celebrazioni nella forma straordinaria.

Questo è l’ultimo dei continui abusi che i Vescovi siciliani mettono in campo contro il Motu proprio del Regnante Pontefice.

Cominciò il Vescovo di Palermo (Paolo Romeo) che cercò di convincere un Parroco ad non iniziare le celebrazioni, poi quello di Acireale.

Quello di Caltanissetta giudicò offensivo la presenza del Crocifisso nel mezzo dell’altare di una Chiesa ed impose di toglierlo assieme ai candelabri, è proprio vero non sto scherzando, il Vescovo di Caltanissetta (Mario Russotto), lo stesso che nella sua stanza in Curia ha la foto di Fidel Castro, ha imposto ad un sacerdote di togliere il Crocifisso dal centro dell’altare di una Parrocchia, invece il superiore dell’ordine dei Cappuccini di Sicilia con una “letteraccia” ha stroncato sul nascere le velleità di un frate che con tanta umiltà e semplicità stava cominciando a celebrare nella forma straordinaria, il Vescovo di Catania che si dichiara pubblicamente contro il Rito di sempre, non dimenticando la pattuglia di agenti della Digos, che su ordine della Curia panormita, fu mandata nella casa privata di un fedele palermitano che durante la visita di Benedetto XVI dal balcone di casa propria, assieme ad altri fedeli, si era “permesso” di esporre uno striscione di 12 metri che ringraziava il Santo Padre per il dono del Summorum Pontificum.

La Sicilia è sempre stato il Feudo di Maria, oggi mi permetto di dire che è diventata la Baronia di signorotti che si credono i padroni delle Diocesi.”

Francesco Ciulla

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