Yves-Marie-Joseph Congar (1904-1995), prete e teologo. Fu uno dei precursori della “nouvelle theologie”, che, soprattutto fra gli anni 1940 e 1950 considerò nello studio della dogmatica gli sviluppi della filosofia contemporanea. In paricolare tali studiosi posero al centro della loro attenzione il problema dell’immutabilità e della storicità della Verità, il rapporto tra Natura e Grazia e i temi delle religioni non-cristiane e del marxismo. Furono così posti in discussioni alcuni dei temi che avrebbero occupato la discussione teologica del Concilio Vaticano II e del post-concilio. Nel dopoguerra si impegnò nel movimento dei preti operai, il Vaticano gli proibì pertanto dal 1954 al 1956 di insegnare di pubblicare libri. Egli fu successivamente riabilitato, tanto da essere chiamato quale consulente della commissione preparatoria del Concilio Vaticano II, al quale partecipò poi,come esperto, per l’intera sua durata dal 1962 al 1965. Nel 1958 pubblica il testo Quod omnes tangit ab omnibus tractari et approbari debet in cui utilizza una celebre locuzione, usata in senso teocratico da Bonifacio VIII, per fondare la democrazia nella Chiesa.

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